Una parentesi (personale) prima del resto. Qualche tempo fa mi ero data degli obiettivi su alcune cose “sciocche” che avrei voluto fare nel 2019, ma in generale nella vita, dei progettini miei, un po’ infantili, un po’ distratti.
Ad esempio avevo scelto un tema al mese per i #TreFattiDiOggi della SignorinaLave, che sono una (buona) abitudine di una delle mie bolle di Instagram Stories.
Per Gennaio avevo scelto i luoghi che ho visto dell’America e così giorno dopo giorno avevo iniziato a scrivere le mie piccole vicende con sullo sfondo un faro, del foliage, una tazza, una curva fatta di asfalto con la riga in mezzo gialla. Poi a un certo punto ho smesso.

Sono un criceto goffo su una ruota che per fortuna non ha un diametro troppo impegnativo.

La vera verità è che io per queste cose non sono portata, io non sono costante nel ripetersi delle cose nel lungo periodo. E questo spesso mi fa pensare che la vita mi ha regalato un sacco di straordinarie seconde occasioni ma anche un sacco di opportunità mancate, e che a volte (non sempre) meglio così.

Ok, adesso, partiamo.

Cosa fai quando hai gli auricolari? Spesso ascolto un podcast.

Le altre volte ascolto un audiolibro, ma di questo ne parleremo più avanti, in un altro post.

Un giorno ho scoperto quasi per caso, e sicuramente per ultima, Morgana, il podcast di Michela Murgia che parla di donne, di streghe e di stronze (“quelle che non vorresti sposare, ma che nemmeno loro vorrebbero sposare te” parafrasando l’autrice).

Morgana è un podcast follemente femminista, ma senza che mi provochi il fastidio che invece mi provocano altri strumenti di femminismo urlato, dettato da un pulpito saccente, giudicante. Anzi, ha colpito nel segno: mi ha messo dei dubbi, sui quali in parte ho trovato e in parte non ancora risposte, le mie risposte. E dico le mie perché come tutti ho i miei ritmi, le mie ricerche, le mie motivazioni, i miei silenzi, le mie valvole di sfogo e le mie chiavi di accensione.

Quando trovo qualcosa che mi corrisponde lo adotto, ma non mi adatto.

E niente, me ne sono innamorata. Come mi sono innamorata della mia compagna di banco, della mia amica del liceo, della ragazza con la maglietta lisa che piangeva seduta sulle scale della fermata di Rivoli quell’estate, della donna seduta di fronte a me sul treno per Pescara che dondolava la testa a ritmo di musica. Come mi sono sempre innamorata di tutte, quelle che non erano me, prima di innamorarmi anche di me (spoiler: non è stato facile).

Ascoltando Morgana ho imparato cose, un sacco di cose, e ho visto in un sacco di donne, nei loro dettagli, anche nelle piccole cose, tantissime donne, le mie donne o quelle a cui non voglio per un motivo o per l’altro assomigliare. 

I podcast sono una miniera di cose nuove tutte da imparare

Ad esempio, non sapevo che Oriana Fallaci fosse stata a Città del Messico durante gli scontri del 1968.
L’ho imparato (questo e tanto ancora) grazie al meraviglioso podcast A pugni chiusi di Riccardo Gazzaniga che parla di politica, di sport, di storia, di persone e sudore.

Per me le Olimpiadi di Città del Messico da qualche anno sono una specie di quotidianità: nei corridoi del mio ufficio sono appese delle stampe in grande formato dei momenti storici e più importanti della storia e della nostra società. All’ingresso del nostro ufficio c’è proprio la foto simbolo di quei Giochi Olimpici: due pugni alzati verso il cielo, il viso abbassato, i piedi scalzi.

La storia nascosta dietro quella foto la conosco bene, ma il podcast di Gazzaniga mi ha raccontato anche molto altro: fra un viaggio in metro e una passeggiata in centro mi ha aperto una storia fatta di atleti italiani che hanno fatto la storia, di battaglie di gavettoni e di morti in una piazza, di razzismo, di mancata integrazione, di rivalsa e di orgoglio.

Di dolore e di amore.
Di record e di normalità.

I podcast (quelli fatti bene) tagliano le epoche e ti portano via

Cosa mi fa preferire (in questo momento) i podcast ai libri?
La loro facilità di utilizzo, la loro portabilità, il fatto che ascoltando i podcast in inglese mi tengo in allenamento.
Ma soprattutto raccontano (quasi sempre) storie vere (cosa che non sempre gli audiolibri fanno).

Altre cose di podcast che vi segnalo

  • Il primo vero podcast che ho ascoltato è stato This American Life, e poi mi sono innamorata di Serial (prima stagione, sulla seconda ho arrancanto un pochino, la terza non l’ho ancora iniziata, vale la pena?)
  • Su podcast è possibile ascoltare dei brani “tagliati un po’ alla bell’e meglio” tratti da un corso in aula di Seth Godin che parla di marketing e business: oh, dear!
  • La mia amica Sabrina ha (appena) iniziato una nuova avventura della sua vita professionale con il debutto del suo podcast: in bocca al lupo!
  • Quanto ci manca Da Costa a Costa? Se non lo avete mai sentito, è tempo di recuperare e di iniziare a fare pressioni affinché Francesco Costa riprenda il prima possibile.
  • E poi, invece, un podcast nuovo nuovo che parla di acqua. Argomento banale? Non proprio. Il podcast si chiama H2O.
  • Andrea Tassi tiene da molto tempo una newsletter sui podcast: fate sempre in tempo a recuperare. Soprattutto perché lui ne sa molto più di me.

Non so se si è capito ma non finsice qui: ve ne riparlerò (molto) presto, di podcast.

Nota tecnica: no ads.
I link in questo post puntano tutti a Spreaker (che è una bella piattaforma e una bella app mobile per ascoltare i podcast altrui e per pubblicare i propri), gli stessi file sono presenti però su più piattaforme, li trovate con facilità guardandovi un po’ in giro per la Rete.

Photo by Mohammad Metri on Unsplash

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