Quando a gennaio 2017 abbiamo deciso di sposarci a New York abbiamo fatto due cose: cercare su Google “sposarsi a New York” e contattare la mia amica Loredana, che si era sposata lì l’anno prima con Lorenzo.

Ci ha aiutato –  era facile aspettarselo – più Loredana che Google, anzi Loredana è stata proprio la nostra nume tutelare (e l’ancora di salvezza della mia sanità mentale): quando siamo partiti tre mesi dopo eravamo preparatissimi, con i documenti pronti, con tutte le idee ben chiare e con tutti gli indirizzi.

In ogni caso, la cosa più ingombrante nel mio bagaglio a mano era un’ansia pazzesca che qualcosa nelle maglie della burocrazia andasse storto. 
In quello di Stefano, che ha portato nella sua valigia i nostri abiti da sposi, il pezzo più importante erano le mie tacco 12, ovviamente.

Per sposarsi a New York servono solo 48 ore.

Siamo arrivati di domenica, ci siamo sposati di martedì, abbiamo chiuso le pratiche burocratiche il giovedì e solo dopo tre settimane, al ritorno dal viaggio di nozze, abbiamo chiuso le formalità in anagrafe a Milano: quella che segue è una guida per chi intende sposarsi a New York. 

Riassumo le informazioni più “burocratiche”, ma anche quelle più di costume, in modo che possiate mettere in valigia meno ansia di quella che ho messo io e ci sia spazio per un abitino in più.

Il matrimonio a New York: le FAQ preliminari

  • Possiamo sposarci a New York? Sì, certo. Se potete sposarvi in Italia, potete sposarvi a New York.
  • Se ci sposiamo a New York, siamo automaticamente sposati anche in Italia? No, almeno non automaticamente. Dovete seguire un iter burocratico (che spiego poi) per far sì che il matrimonio contratto nello Stato di New York venga correttamente trascritto in Italia.
  • Quanto costa sposarsi a New York? Di sicuro 60 USD: 35 per la licenza, 25 per la cerimonia.
    Nel caso ci fosse necessità di procedere alla trascrizione, bisogna prevedere 35 USD per la long form del certificato, 3 USD per l’autentica della firma del funzionario, 10 USD per l’apostille.
    Nel caso voleste procedere con la separazione dei beni, l’atto al Consolato costa 29,90 USD.
    Per le modalità di pagamento, dettaglio tutto di seguito. 
  • Quanto tempo ci vuole? Questo dipende da molte cose. Almeno 48 ore, che è il tempo che trascorre dal momento in cui si fa richiesta della licenza matrimoniale alla consegna del certificato al termine della cerimonia.
    Se si procede con la trascrizione, ci sono da fare alcuni documenti in altri uffici e un passaggio in Consolato, dove si può fare anche l’atto di separazione dei beni (per questo ultimo serve prendere appuntamento).
  • Ma la cerimonia quanto dura? Siediti, che devo dirti una cosa: alla City Hall la cerimonia dura meno di un minuto.
  • Ma servono i testimoni? Ne serve uno solo. Può avere qualsiasi cittadinanza, basta che abbia con sè un documento di identità con foto. E che resti con gli sposi nel tempo dell’attesa in City Hall e durante la cerimonia.
  • Ma possiamo sposarci solo alla City Hall di Manhattan? No. Puoi scegliere di sposarti anche nelle altre City Hall della città (Brooklyn, Bronx, Queens). Credo che cambino gli indirizzi a cui rivolgersi, ma la procedura suppongo sia la stessa. Immagino di sì. Ma magari no.
  • Ma noi vogliamo sposarci a Central Park! Possiamo? Sì, certo, si può fare. Puoi scoprire qui dettagli.
  • Ma devo fare le pubblicazioni in Italia? No. Volendo potete anche partire per vacanza e poi quando siete lì decidere di sposarvi.

Sposarsi a New York: cosa fare prima di partire

Prima di sposarvi la burocrazia dice solo che dovete aver compilato la richiesta di licenza matrimoniale.
La richiesta vale 20 giorni, si compila in 3 minuti (state solo attenti a inserire i dati giusti perché questo vi agevolerà una volta arrivati alla City Hall), per farlo non avrete bisogno di nessun documento oltre al passaporto.

Non è obbligatorio stampare nulla (ma ovviamente se riuscirete a stampare la richiesta sarà più semplice), ma salvate da qualche parte il numero di registro della vostra richiesta, perché ve lo chiederanno.

Guardate bene dove dormirete, se siete comodi con la City Hall tutto diventa più semplice anche sfruttare le prime ore della mattina per sbrigare tutto in fretta facendo meno coda.
Noi ci siamo sposati di martedì e c’era parecchia fila nonostante la pioggia, così come il giorno prima per ritirare la licenza. Il mercoledì (quando siamo tornati per il Long Form) non c’era nessuno. Non fa statistica ma magari aiuta. 

Guardate un po’ di video su YouTube per capire bene cosa significa, nella pratica, sposarsi a New York: la cerimonia è molto breve (molto), molto informale (molto), molto spartana (molto) e sbrigativa (molto).
Davvero, fate un giro su YouTube prima. Vi eviterete delusioni, ed eventualmente avrete tempo di ripensarci. 
Diciamocelo chiaramente, desiderare un matrimonio bello, pieno di attenzioni, celebrato in tutto e per tutto, in un posto riservato e non in una bolgia di andirivieni di perfetti sconosciuti non è un “delitto”: se non volete essere sposati da una persona qualsiasi in t-shirt e volete avere il tempo di emozionarvi in tutta calma, forse la City Hall di New York non fa per voi.

Sposarsi a New York: cosa fare appena arrivati a New York

Tenete assolutamente conto che il tempo obbligatorio che passa fra il ritiro della licenza matrimoniale e la cerimonia è di almeno 24 ore (e quello massimo 60 giorni). 
Questo intervallo può ridursi in alcuni casi, ma spero che non sia il vostro caso.

Quindi, decidete il giorno in cui volete sposarvi e il giorno prima fatevi trovare (tutti e due, mi raccomando) all’Office of the City Clerk.
Attenzione: da ora in poi vi parlo solo del City Clerk di Manhattan (ma qui potete trovare tutti gli indirizzi).
L’ufficio si trova al 141 Worth Street ed è aperto dalle 8:30 alle 15:45.
Ricordatevi che l’importante è mettere piede nell’ufficio entro l’orario di chiusura: chi arriva per tempo si sposa, non importa quanta fila ci sia.

Con la stampa (o il numero della licenza) e il vostro passaporto presentatevi all’ingresso e vi daranno un bigliettino (come dal salumiere): armatevi di santa pazienza e aspettate il vostro turno.
Quando verrete chiamati vi immergerete nella realtà della burocrazia americana, che è assai “caring” ma a tratti un po’ brusca. A volte non capirete perché state facendo l’ennesima fila o a cosa serve quello specifico documento, ma non preoccupatevi, seguite l’iter che vi dicono e tutto andrà bene (magari portatevi degli ansiolitici…). 
Allo sportello vi chiederanno i passaporti e il numero di licenza, vi chiederanno di confermare i vostri dati, e poi vi chiedranno la carta di credito: la licenza costa 35 USD.

Dopo di che, liberi tutti: avete 24 ore di tempo per ripensarci, comprare il bouquet (potete comprarlo all’interno dell’ufficio o al banchetto fuori, dove però i bouquet sono più cari, oppure potete cercare un fiorista e chiedere un bouquet personalizzato. Noi abbiamo fatto così, qui, e abbiamo pagato 25 USD), andare al MOMA, cenare da Katz e farvi fare un messaggio o le unghie.

All’ingresso c’è il controllo di sicurezza come in aeroporto, togliete giacche e cappotti e aspettate che l’agente vi inviti a posare le vostre cose sul nastro. State lontani dal nastro fino a quando non vi invitano ad avvicinarvi.

Approfittate della fila per vedere un po’ di America (e non solo) inaspettata. Alla City Hall vedrete passare un circo pazzesco di persone, e avrete un’ulteriore conferma che il concetto di “matrimonio” è la cosa più soggettiva del mondo, seconda — forse — solo all’amore.
Vedrete attempate spose vestite di crinoline bianche latte con velo e strascico accanto a consorti vestiti con il kilt, sposi in jeans e sneakers, spose claudicanti su tacchi improbabili, damigelle emozionate più delle festeggiate e bambini instancabilmente annoiati.

Arriva il giorno del matrimonio!

Ansia e tensione vi accompagneranno mano nella mano alla City Hall, non un minuto prima che siano passate le famose 24 ore.
Farete ancora una volta la fila, poi un’altra per pagare (sempre con carta di credito, 25 USD) e poi per entare nell’anticamera delle “chapel” (sono due, piccole, bruttine, ugualmente disadorne, non si sa in quale si entra fino all’ultimo). 
Lì aspetterete ancora qualche minuto e poi verrete chiamati: la cerimonia sarà molto rapida e sbrigativa, dovrete rispondere a turno “I do” e dopo un veloce bacio avrete già la vostra copia del certificato.

Ok, è fatta: just married in meno di un minuto. Adesso potete festeggiare davvero! (e comprare il magnete “I got married in NYC” da mettere sul frigorifero)

In quanto ormai promessi sposi a tutti gli effetti, fin dall’ingresso vi chiederanno il documento del vostro testimone, quindi dovete fare in modo di averlo trovato prima. Molti (fra chi come noi non aveva amici e parenti) raccontano di aver cercato un testimone fra gli altri sposi, o di aver incontrato qualcuno per caso, o di aver chiesto a uno dei fotografi che si propongono fuori dalla City Hall per scattare qualche foto prima durante e dopo la cerimonia. Voi, nel caso, fate come ritenere giusto, sappiate solo che non potete entare nella City Hall senza testimone. Non vi nego che la questione testimone è stata il mio peggior incubo fino a quando la nostra fotografa non ha accettato di farlo. 

Le fedi non sono obbligatorie. Prima della cerimonia il celebrante vi chiederà se le avete e in base a questo il suo discorsetto varierà (di poco). Però sentitevi liberi di non averle. Anche questo non è un problema (non è meraviglioso?).

Nemmeno le foto sono obbligatorie, ma io ve le consiglio. 
Se non ci avete pensato, potete ingaggiare fino all’ultimo un fotografo direttamente davanti alla City Hall. Oppure chiaramente fare senza, non c’è niente di male.
Per noi il servizio fotografico è stato un regalo, e ne siamo stati parecchio felici.

Sposarsi a New York e essere sposati anche in Italia

Se volete che il matrimonio venga trascritto in Italia, dovete chiedere la versione “long form” del certificato e poi infilarvi in un sacco di uffici (meravigliosamente simili ai nostri) e infine al Consolato.
Ma andiamo con calma, seguetemi passo a passo.

Il Long Form Certificate
La richiesta viene fatta alla City Hall (dove a questo punto vi sentirete padroni di casa) e può essere fatta in qualsiasi momento. 
La fila non è chilometrica e in meno di tre minuti si ottiene la stampa che costa 35 USD (da pagare con carta di credito).
Se vi chiedete che differenza c’è fra il certificato rilasciato alla fine della cerimonia e il “long form”, la risposta è semplice: un sacco di parole in più, e le generalità dei genitori degli sposi.

Autentica della firma
Adesso, tocca fare autenticare la firma del funzionario: lasciate definitivamente la City Hall, attraversate la strada e al New York County Courthouse (60 Centre Street) salite la scalinata che avrete sicuramente visto in ogni episodio di “Law and Order”. 
Dopo il controllo di sicurezza, entrate nell’atrio centrale e prendete l’ascensore per andare la piano sotterraneo.
Nella stanza 141 vi aspettano una fila per un timbro del County Clerk e una fila per pagare il timbro: 3 USD in contanti.

Apostille
Con una camminata di qualche minuto (un quarto d’ora più o meno) raggiungete il Department of State (123, William Street).
Prima andate in un CSV qualsiasi (ce n’è uno proprio al’incrocio prima di William Street) e comprate una marca da bollo (si chiama money order, e si usa perché non si può pagare in contanti e nemmeno con carta di credito) da 10 USD.
La marca da bollo vi servirà a legalizzare il certificato con l’Apostille, insomma a farvi mettere un timbro su un foglio.

Traduzione del certificato di matrimonio
Se non avete con voi pc e stampante, andate in un Fedex, fate per sicurezza una scansione di tutto, una fotocopia e di tutto e procedete alla traduzione del Long Form (online si trovano diverse versioni da personalizzare coerentemente con i propri dati e le date corrette). Salvate la traduzione su Dropbox o più facilmente su Drive e stampate tutto.
Se avete pc e stampante, beh, fate la stessa cosa dove preferite.

Trascrizione
La trascrizione del matrimonio si fa in Consolato (690, Park Avenue) senza appuntamento (se non volete fare la separazione dei beni): basta presentarsi lì (attenzione l’Ufficio di Stato Civile è chiuso il mercoledì!) con tutta la documentazione.
Al Consolato non vi rilasceranno ricevuta, quindi incrociate le dita e fate una copia di tutto per sicurezza.
Solitamente si occupano loro dell’invio della documentazione in Italia, dove poi si avvia la procedura di registrazione.
Dopo un paio di mesi dal matrimonio potete andare in anagrafe a chiedere la conferma della registrazione e un certificato di matrimonio.
Noi per una strana combinazione di eventi (che tutt’ora ci sfugge) non abbiamo lasciato a loro i documenti ma li abbiamo portati con noi in viaggio di nozze e poi all’anagrafe a Milano.

Separazione dei beni
La separazione dei beni in America non esiste, perché eventuali accordi vengono firmati tramite prenup (i cosiddetti accordi prematrimoniali).
Questi prenup in Italia non sono validi, quindi qualsiasi matrimonio celebrato lì e registrato in Italia viene considerato in comunione dei beni.
Per optare per un matrimonio in separazione dei beni, dovete fare un passaggio in più con un funzionario in Consolato, prendendo appuntamento, alla presenza di due testimoni con passaporto italiano.
In questo caso, prima si fa la separazione dei beni, poi la trascrizione.
Nel caso voleste procedere con la separazione dei beni, l’atto al Consolato costa 29.90 USD (si paga solo in contanti).

Insieme ai vari documenti alla City Hall vi consegneranno anche una busta preintestata, potete fare due cose: tenerla per ricordo oppure buttarla via. Andando lì a ritirare i certificati, non c’è bisogno di alcuna busta.

La trafila può essere fatta in qualsiasi momento, volendo anche dopo mesi: organizzatevi per tempo tenendo conto di tutto, ad esempio, il mercoledì l’Ufficio del Consolato è chiuso oppure per la separazione dei beni serve prendere un appuntamento, cercate di incastrare tutto al meglio. 
Noi siamo stati parecchio bravi: abbiamo fatto tutta la burocrazia americana il mercoledì mattina e quella italiana il giovedì.

Se siete già stati sposati, non ci può essere trascrizione senza il certificato rilasciato dal Comune dell’avvenuta registrazione in Italia del relativo divorzio, che comunque deve essere presentato anche al momento del ritiro della licenza matrimoniale alla City Hall.


Per farvi venire un po’ la voglia di sposarvi a New York, ecco qualche foto di noi due, con City Hall, pioggia, Ponte di Brooklyn e nessun invitato.
Noi rifaremmo ancora e ancora e ancora questa scelta che ci ha spaventato, divertito, entusiasmato e fatto ridere tantissimo. Nessun altro tipo di matrimonio potrebbe assomigliarci di più e raccontarci meglio, alla fin fine quello che conta davvero è questo.

Cover Photo by Garin Chadwick on Unsplash
Le foto del nostro matrimonio invece sono fatte da noi e da
Abby Verbosky

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1 Comment

  1. Ciao Aurora!
    Che bello leggere “com’è andata”!! avevo visto in diretta le foto su FB, nel senso che lo avevo scoperto direttamente da lì, e devo dire che era stata una cosa che mi aveva emozionata molto! è davvero bello che tu abbia condiviso l’esperienza, e vista la tua precisione, sicuramente utile per chi avesse voglia di vivere la stessa esperienza!
    Un abbraccio grande, e se ti va vieni a trovarmi! Anche io sono una bloggheressa 🙂

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